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K-SARAM - TALE OF THE PIG HEAD

Alisa Berger 2022 28m

Synopsis
EN
Centered around the Koryo-saram community in Rostov-on-Don, Russia, the film displays a shamanistic memorial ancestral ritual „Jesa”, encompassing the collective memory of Korean diaspora, the wish of the Koryo-saram for a unification of South and North Korea, and showing the real appearance of the ghosts of migrants whose transformation to spirits was not succeeded. “Saram” means human in Korean. The title refers to the today very popular K-export- products like K-Drama, K-Pop, K-Beauty, etc. and to the name that the Soviet-Korean diaspora uses instead of the South-Korean term “Koryo-In”.

Approximately 500,000 ethnic Koreans reside in the former Soviet Union. Most of their ancestors were forced to escape during the Japanese occupation/annexation (1910 – 1945). Their self-given name is Koryo-saram. Their language, the Koryo-mar, is descended from the Hamgyöng dialect (province in North Korea) and multiple other varieties of Northeastern Korean. The film is configuring a multi-vocal narrative through shamanic ritual performances, digital glitches, voiceover, text, and soundscapes. Both inter-subjective and deeply personal, the film treats the tales of migration, diaspora, and death, with humor and lightness.


IT
Incentrato sulla comunità Koryo-saram a Rostov-on-Don, in Russia, il film mostra un rituale sciamanico ancestrale di commemorazione chiamato “Jesa”, che racchiude la memoria collettiva della diaspora coreana e il desiderio della comunità di unificare la Corea del Nord e del Sud, facendo vedere il vero aspetto dei fantasmi dei migranti, la cui trasformazione in spiriti non ha avuto successo. “Saram” significa “umano” in coreano. Il titolo fa riferimento ai tanti prodotti popolari esportati dalla Corea, come il K-Drama, il K-Pop e il K-Beauty, così come al nome utilizzato dalla diaspora sovietico-coreana al posto del termine sud-coreano “Koryo-In”.

Circa 500.000 coreani risiedono nell’ex Unione Sovietica. La maggior parte dei loro antenati furono costretti a scappare durante l’occupazione/annessione giapponese (1910-1945). Il nome che si sono dati è Koryo-saram. La loro lingua, il Koryo-mar, discende dal dialetto Hamgyöng (provincia della Corea del Nord) e da molte altre varianti del coreano nord-orientale. Il documentario configura una narrativa a più voci caratterizzata da riti sciamanici, glitch digitali, voiceover, testi e panorami sonori. Al contempo inter-soggettivo e profondamente personale, il film racconta la migrazione, la diaspora e la morte con umorismo e leggerezza.

Director

Alisa Berger

Country

Ukraine

Production

Alisa Berger

Screenplay

Alisa Berger

Languages

Korean, Russian

Subtitles

Italian

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